Udine nel Settecento: da Diderot ai Tiepolo

La 4D protagonista di un progetto condiviso tra storia e arte

A piedi in città, alla ricerca delle memorie del Settecento. Un progetto condiviso tra i docenti di storia e storia dell’arte della 4D, i proff. Luca De Clara e Daniela Rizzo, ha portato gli studenti e le studentesse della classe a scoprire alcuni luoghi, opere e documenti che testimoniano la vivacità della cultura dei Lumi anche in ambito locale. Durante un’intera mattinata i ragazzi e le ragazze hanno potuto osservare, commentare e toccare con mano le tracce di un ricco passato.

Prima tappa in cattedrale, dove Giambattista Tiepolo, tra gli anni Venti e Cinquanta del diciottesimo secolo, ha realizzato le decorazioni della Cappella del SS. Sacramento e diverse pale collocate negli altari laterali del duomo cittadino, tra cui quella del Risorto e quella dedicata ai Santi Patroni Ermagora e Fortunato. Ciascun’opera è stata illustrata e commentata a turno da uno degli studenti partecipanti, riscuotendo l’ammirazione e suscitando la riflessione dei compagni.

È stata poi la volta dell’attiguo Oratorio della Purità, aperto straordinariamente fuori orario grazie alla disponibilità dei sagrestani della cattedrale, ulteriore esempio della committenza dei patriarchi Dolfin al geniale artista veneziano e al figlio Giandomenico. Pochissimi studenti della classe erano mai entrati nel singolare spazio precedentemente destinato a teatro e che Daniele Dolfin volle trasformare in edificio di culto per l’educazione dei fanciulli. Le preziose decorazioni pittoriche interne rappresentano in ordine di tempo l’ultimo intervento tiepolesco in città, risalente alla fine degli anni Cinquanta del Settecento.

Il gruppo si è poi recato presso la Biblioteca del Seminario Arcivescovile in viale Ungheria, dove la direttrice, la dott.ssa Carla Pederoda, ha animato un laboratorio didattico a piccoli gruppi su una delle più preziose dotazioni librarie dell’istituto, la seconda edizione italiana (impressa a Livorno, sotto gli “auspici” del Granduca di Toscana tra il 1770 e il 1778) dell’Enciclopedia curata da Diderot e D’Alembert, vero e proprio manifesto culturale del secolo dei Lumi. La Biblioteca conserva tutti i volumi dell’opera (17 di testo, 11 di illustrazioni e ulteriori 7 di aggiornamenti): pur essendo in condizioni ancora perfette agli studenti e alle studentesse è stato richiesto di indossare appositi guanti da archivista per poterli sfogliare, al fine di rispondere alle domande guida (di descrizione, analisi, reperimento informazioni etc.) previste dal laboratorio.

Al termine del tour il gruppo si è infine recato in visita al Museo del Palazzo Patriarcale, dove gli studenti hanno ammirato e “raccontato” gli affreschi delle Gallerie del Tiepolo, capolavori d’arte realizzati dal maestro veneziano che per la prima volta alcuni hanno potuto vedere dal vero: la Caduta degli angeli ribelli, il Giudizio di Salomone e le Storie dei patriarchi.

A conclusione dell’intensa mattinata studenti e docenti si sono riuniti per pochi minuti nel retro del palazzo che ospita il museo diocesano e hanno condiviso in semplicità e schiettezza le impressioni sull’esperienza vissuta insieme.