Il 4 e il 5 novembre 2024, in occasione della giornata internazionale contro la violenza, il bullismo e il cyberbullismo, noi studenti del Marinelli, insieme a quelle di altri istituti, ci siamo recati al Cinema Visionario per la visione dell’anteprima del film “Il ragazzo dai pantaloni rosa”, diretto da Margherita Ferri.
Successivamente, abbiamo avuto la possibilità di assistere all’intervista alla regista Margherita Ferri, allo sceneggiatore e produttore Roberto Proia, alla cantante Arisa, all’attore protagonista Samuele Carrino, e alla madre di Andrea Spezzacatena, Teresa Manes.
Andrea Spezzacatena si è tolto la vita il 20 novembre 2012, nella sua casa a Roma. Non ha lasciato una lettera, niente che potesse spiegare il perché della sua tragica decisione. Aveva appena compiuto quindici anni – anzi, aveva quindici anni e sei giorni.
I compagni avevano creato una pagina Facebook, chiamata “Il ragazzo dai pantaloni rosa”, allo scopo di prendersi gioco di lui, rovinare la sua vita sociale e ferirlo proprio in quell’età in cui si comincia a formare la propria identità.
Andrea era un ragazzo solare, gentile, sensibile, più attento a rendere gli altri felici che sé stesso. Amava la sua famiglia, i suoi genitori, e il fratellino Daniele; tuttavia, era costantemente alla ricerca di nuove amicizie, da cui ottenere amore e affetto. Aveva trovato, così, dei porti sicuri in Sara, una ragazza della sua scuola con cui riesce a confidarsi, e in Christian, un ragazzo che vorrebbe come amico e che invece lo tratta con indifferenza e cattiveria.
Gli episodi di bullismo erano scaturiti da un paio di pantaloni, diventati rosa dopo un errore di lavaggio da parte della madre, ma che Andrea aveva comunque deciso di indossare. Una scelta che lo aveva fatto, poi, precipitare in una spirale di silenzio e solitudine, dalla quale non era più riuscito a rialzarsi. Andrea aveva quindici anni. Un giorno ha preso una decisione dalla quale non si può tornare indietro. Ha deciso di porre fine alla sua vita, perché, affogando in un mare di malvagità e di ostilità nel quale i suoi bulli lo avevano gettato, non vedeva altra via di uscita. Il suo caso è stato il primo in Italia di bullismo e cyberbullismo che ha portato alla morte di un minorenne.
“Il ragazzo dai pantaloni rosa”, alla fine, parla di un adolescente come tanti altri, osservato nella sua vita quotidiana, con le gioie, i dolori e le difficoltà di fronte a cui la vita lo pone. Alla nostra età, quando le persone che si considerano “amiche” ci pugnalano alle spalle, è facile sentirsi soli, isolati ed esclusi, rinunciando a confidarsi con gli adulti, considerati troppo lontani dal poter comprendere la vera portata della situazione.
A volte le parole sono difficili da trovare ed esprimere; altre volte, invece, le usiamo in modo superficiale, senza pensare che possano ferire più di un’arma. Parole scritte sui post, sui social, in anonimato, parole vigliacche che restano scolpite feriscono e non si cancellano.
Gli interventi, a cui abbiamo assistito dopo la proiezione, ci hanno permesso di conoscere la storia della produzione del film, l’atmosfera sul set, la strenua lotta della madre per la sensibilizzazione dei temi del bullismo e del cyberbullismo. Andrea era un ragazzo pieno di amore, di speranze, di fiducia nelle altre persone. Ma il mondo non è stato gentile con lui. La sua fiducia è stata rotta, il suo amore e la sua speranza sono stati calpestati. Andrea meritava un mondo che lo amasse quanto lui amava gli altri, che lo proteggesse dai pericoli e dalle angosce della vita. Andrea meritava e sperava in un mondo migliore di questo. Dobbiamo costruire una comunità migliore di questa. Non domani, non un giorno: adesso.
Per tutte le vittime di bullismo e cyberbullismo, che in Italia continuano ad essere fin troppe e dove manca ancora una vera sensibilizzazione al tema.
Per tutte le persone che, nel periodo più buio della loro vita, non sono riuscite a trovare una via di uscita.
Per Andrea Spezzacatena.
Irene Villalta, Agnese Calligaris, Camilla Colautti, Chiara Giordano, Diego Malisan, Lara Mantovani, Giacomo Papais, Jacopo Superina, 3A

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