Venerdì 2 maggio 2025, le classi 4C e 4N del nostro liceo, accompagnate dai docenti A. Danielis, A. Marano, E. Germano e I. Zamburlini, hanno preso parte ad un’esperienza intensa e coinvolgente in alcuni dei luoghi simbolo della Prima guerra mondiale: il Carso, il Monte San Michele, Redipuglia e Gorizia. Una giornata pensata per unire lo studio della storia e della letteratura a contatto diretto con la natura e con le tracce concrete della memoria del nostro territorio.Â
Dopo la partenza da Udine intorno alle ore 8, il gruppo ha raggiunto San Martino del Carso (piccola località nei pressi del fiume Isonzo), punto di inizio di un cammino guidato che ha portato gli studenti fino alla cima del Monte San Michele. Durante la salita, grazie al contributo di una guida esperta, ci si è immersi nei resti della linea del fronte, costellata da trincee scavate nella roccia, una polveriera, cippi, Totem Ungheresi commemorativi e terrazze panoramiche che aprivano lo sguardo su un paesaggio tanto suggestivo quanto tragico, se si pensa alla quantità di sangue versato per quei pochi chilometri di terra calpestabile.Â
Proprio in questi sentieri, Giuseppe Ungaretti, allora soldato volontario del 19° reggimento, visse e scrisse alcuni dei suoi componimenti più celebri. Le sue parole, poste su alcuni piedistalli lungo il percorso, hanno accompagnato i ragazzi nel contesto di quei combattimenti e hanno reso ancora più tragica e viva la dimensione umana della guerra.

Al termine della camminata intorno al monte, esplorato ogni angolo, una sosta per il pranzo al sacco tra gli alberi e i cannoni ha regalato un momento di condivisione e riflessione tra le classi prima della partenza alla volta di Redipuglia, in cui è situato il più grande sacrario militare d’Italia. Qui, di fronte all’imponente scalinata che accoglie i nomi dei comandanti e le spoglie di oltre centomila soldati, la prof.ssa Danielis ha raccontato la storia celata dietro quell’infinita distesa di marmo e targhe di rame. La commemorazione istituzionale, ordinata e impersonale, si è così intrecciata al bisogno di preservare le singole storie, i volti e le vite che si nascondono dietro ogni tomba anonima.

Nel pomeriggio, il gruppo ha raggiunto Gorizia, città simbolo della Grande Guerra e della riconciliazione tra stati, e ha visitato una mostra dedicata a Ungaretti dal titolo Ungaretti poeta e soldato. Il Carso e l’anima del mondo. Poesia pittura storia. A seguito della visione di un docufilm ricco di video d’epoca e testimonianze, gli studenti hanno esplorato le diverse sezioni dell’esposizione, tra abiti storici, quadri e poesie dell’autore. Per concludere la giornata un breve giro per le vie del centro e poi il ritorno verso Udine.

Se la riuscita della giornata si deve in parte al clima mite e al cielo limpido che ha reso ancora più netti i profili delle alture isontine, a fare davvero la differenza è stato l’atteggiamento delle classi coinvolte: curiose, ricettive, attente a cogliere il senso di ciò che veniva mostrato e raccontato. Non meno importante, però, è stato il ruolo delle guide e degli insegnanti accompagnatori, capaci di trasformare ogni tappa del percorso in un momento di ascolto e riflessione, cucendo insieme storia, paesaggio e memoria in modo naturale e senza retorica.Â
Questa esperienza ha avuto anche il valore di introdurre in modo concreto e diretto alcuni temi che verranno approfonditi, per le classi quarte che hanno aderito, nel programma del prossimo anno scolastico. Ha offerto un primo contatto con la complessità della Prima guerra mondiale, permettendo di collegare lo studio teorico con i luoghi e le testimonianze storiche, e facilitando così la comprensione più immediata e consapevole degli argomenti futuri.
Tutti questi fattori hanno dato vita ad un’esperienza densa e coinvolgente, capace di intrecciare la durezza della storia con la potenza evocativa della letteratura. Un viaggio che ha lasciato il segno, offrendo non solo conoscenze, ma anche emozioni, silenzi e domande. Di fronte alle pietre di San Michele, alle parole incise nelle targhe, al ricordo di chi ci ha preceduto, il passato ha smesso di essere solo una pagina di libro.Â
A cura di Mattia Di Filippo (4N)

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