Nella mattinata dedicata alla “Giornata della cultura”, promossa dal comitato studentesco del Liceo Marinelli negli ultimi giorni di scuola, si è svolta la cerimonia di donazione del virgulto dell’”Albero di Falcone” da parte del Comando FVG del Corpo Forestale dei Carabinieri. Alla cerimonia erano presenti, insieme alla Dirigente scolastica Elisabetta Falasca, il dott. Fausto Cardella, magistrato attivo nel pool delle indagini sulle stragi di mafia in cui persero la vita Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Ad accompagnare la cerimonia di donazione la presenza del coro studenti e docenti del Marinelli con un brano di Michael Jackson, Earth Song, dedicato al drammatico impatto umano sull’ambiente.

Nella piccola pianta di ficus magnolioide è racchiuso un duplice significato: quello propriamente ambientale di salvaguardia degli alberi e di sensibilizzazione al contenimento dei cambiamenti climatici e alla conservazione del paesaggio verde, e quello altrettanto profondo dell’impegno dello Stato nella lotta contro le mafie. Su questi due filoni si sono mossi gli interventi del tenente colonnello Cristiano Manni, comandante capo del Corpo forestale dello Stato e del dott. Fausto Cardella, moderati dalla prof.ssa Angela Schinella, davanti ad un pubblico attentissimo di studenti, docenti e personale della scuola.
Ad accompagnare la cerimonia di donazione la presenza del coro studenti e docenti del Marinelli con un brano di Michael Jackson, Earth Song, dedicato al drammatico impatto umano sull’ambiente.
L’”Albero di Falcone” è un progetto nazionale ispirato alle numerosissime manifestazioni di stima ed affetto di giovani studenti che, dopo l’attentato di Capaci, iniziarono a scrivere e a deporre attraverso messaggi scritti presso il maestoso Ficus, situato davanti alla casa del magistrato ucciso. È nato così il progetto “Un albero per il futuro”, a cura del Ministero della Transizione Ecologica: dal DNA di quella pianta sono stati replicati numerosi individui destinati ad essere distribuiti alle scuole nell’idea di un “Grande Bosco diffuso”, geolocalizzato e monitorato in relazione alla creazione di CO2.
L’intervento del magistrato Cardella si è mosso sui momenti salienti della strage del giudice Falcone ed intorno alle indagini che ne sono seguite. Ne è emerso un quadro altamente complesso all’interno del quale un posto di rilievo è rappresentato dai cosiddetti “pentiti”. Fu lo stesso Falcone a promuovere e sostenere la prima “norma organica” sui collaboratori di giustizia, la legge 82 del 15 novembre 1991, quando all’epoca era Direttore generale degli Affari penali del ministero della Giustizia. Il rapporto con i collaboratori di giustizia ha aperto tra i presenti numerose riflessioni di carattere procedurale ed etico: fino a che punto un pentito di mafia può essere credibile? Esiste un reale pentimento rispetto ai crimini commessi? Che tipo di rapporto può sussistere tra un magistrato impegnato nelle indagini ed un criminale? C’è spazio per la comprensione di crimini così efferati? In questo contesto il dott. Cardella ha risposto con chiarezza e grande lucidità nel rispetto dei fatti, evidenziando come il dovere professionale imponga e vincoli costantemente alle fonti probatorie, diversamente da quanto, al contrario, possa essere distante un proprio sentire morale.

Momenti di grande intensità e partecipazione, un’esperienza indimenticabile, una mattinata di Educazione civica dall’alto valore testimoniale che certamente resterà nella memoria di tutti gli intervenuti.

Un grazie particolare ai componenti del comitato studentesco che hanno coordinato le diverse attività della mattinata e tutti coloro che si sono prodigati affinché tali iniziative potessero avere una ricaduta positiva e costruttiva, creando occasioni di formazione per gli studenti e le studentesse del liceo.

Per un approfondimento sui contenuti affrontati ecco il link ad una intervista rilasciata dal dott. Cardella al settimanale Famiglia Cristiana, il giorno dopo la partecipazione all’incontro del Marinelli. Gli argomenti hanno richiamato alcuni punti nodali delle domande degli studenti ai quali il magistrato ha fatto riferimento nel formulare le sue risposte.

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