Nell’ambito della progettazione di classe il Consiglio della 3A ha approvato un’uscita didattica presso il Banco Lib(e)ro di Casa dell’Immacolata a Udine. Tra le finalità perseguite, la promozione della lettura e un primo approccio di classe al mondo dell’inclusione e del volontariato cittadino. Qui di seguito il resoconto dell’attività, steso da una studentessa.
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L’11 dicembre scorso, noi studenti della classe 3A, accompagnati dal professor Luca De Clara, abbiamo avuto l’opportunità di addentrarci nel quartiere cittadino di San Domenico.
Questo quartiere, collocato nella periferia ovest di Udine, nacque attorno agli anni Trenta come “villaggio” per ospitare le famiglie povere rimaste senza casa dopo l’esplosione di Sant’Osvaldo (avvenuta durante la prima guerra mondiale). Fin dalle origini, il quartiere, separato dal resto della città e dai suoi abitanti, diede sviluppo ad una comunità autonoma, caratterizzata da un forte senso di identità e unione. Oggi San Domenico presenta una realtà complessa, che si distingue per il suo impegno sociale: ospita infatti strutture come la “Comunità Piergiorgio”, che offrono supporto a persone con disabilità, minori stranieri non accompagnati e in altre situazioni di emergenza.
Anche la Casa dell’Immacolata di don Emilio De Roja è una di queste istituzioni. È attiva dal 1952, quando nacque sotto forma di associazione privata, per poi diventare una fondazione senza scopo di lucro nel 2003. Da sempre si occupa di situazioni di disagio sociale: oggi, in particolare, lo fa fornendo assistenza a minori stranieri non accompagnati, ai quali offre corsi di alfabetizzazione in lingua italiana e formazione professionale, per facilitarne il futuro e un potenziale inserimento lavorativo. All’interno della struttura vengono organizzati corsi per saldo-carpentieri e falegnami polivalenti. La Casa promuove poi diverse attività culturali, religiose, sportive e ludiche, favorendo il contatto degli ospiti con la comunità locale.
Una di queste iniziative è quella del “Banco Lib(e)ro”: esso prende origine come un magazzino utilizzato per lo scambio e il recupero di libri usati, ispirandosi al concetto del banco alimentare. Il banco è gestito dai volontari e dai ragazzi accolti dalla Casa dell’Immacolata, aiutati dal supporto tecnico fornito dalla Biblioteca Civica “Joppi” e della Biblioteca di Quartiere “Rizzi-San Domenico”. Qui, le centinaia di libri e di volumi presenti possono essere depositati e portati liberamente a casa da tutti i cittadini.
Prima di entrare nella struttura dedicata al Banco libero, ci è stato chiesto dal professore De Clara, nostro accompagnatore, di scegliere almeno un libro ciascuno. Accolti da uno dei volontari ci è stata data la possibilità di muoverci tra i diversi scaffali catalogati per ordine alfabetico, per autore o per tematica affrontata. L’attività e la presenza di persone esterne all’ambiente scolastico, anch’esse lì per scegliere e decidere quali libri leggere o, addirittura, alcune, per depositare testi non più utilizzati, ci hanno permesso di entrare nello spirito di comunità che caratterizza da sempre il quartiere e che fa da fondamento all’idea di Don Emilio De Roja, sulla quale si basa la Casa dell’Immacolata.
Terminata la scelta dei libri, siamo usciti dalla struttura ed ognuno di noi ha presentato e spiegato il motivo della preferenza per un titolo o per un altro, per poi condividere le impressioni e le emozioni scaturite dalla giornata e dall’attività.
Desideriamo esprimere i nostri più sentiti ringraziamenti al professor Luca De Clara, che con il suo entusiasmo e la sua dedizione ci ha accompagnati in questa esperienza significativa, aiutandoci a scoprire un pezzo importante della nostra città e a comprendere meglio i valori di comunità e solidarietà che lo caratterizzano.
Un sincero ringraziamento va anche alla nostra Dirigente Scolastica, prof.ssa Falasca, per aver reso possibile questa attività formativa, riconoscendone il valore educativo e sociale.
Rivolgiamo la nostra gratitudine, inoltre, alle persone che hanno lavorato con impegno e passione per accoglierci, fornendoci spiegazioni e dimostrando concretamente l’importanza del lavoro di squadra e del volontariato.
Infine, un grazie speciale alla Casa dell’Immacolata, ai suoi volontari e ai ragazzi ospitati, per averci aperto le porte e trasmesso un messaggio di speranza e di inclusione. La vostra dedizione e il vostro spirito di servizio sono un esempio per tutti noi e resteranno impressi nella nostra memoria.
Gaia Mreule (3A)

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