Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne: una riflessione

Nella giornata per contro la violenza sulle donne pubblichiamo una riflessione del professor Giannitrapani, docente del nostro liceo, che ci sembra importante

In questa giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne sento di poter (e dover) condividere alcune considerazioni e alcuni suggerimenti di lettura. 

Da anni, come penso chiunque lavori in ambito educativo, mi interrogo sul tema della violenza in tutte le sue forme. Da anni, come padre, come insegnante e come adulto, mi chiedo cosa io possa fare per costruire opportunità di riflessione per tutte le ragazze e i ragazzi con cui entro in contatto quotidianamente. Da anni, infine, come uomo mi interrogo sulle mie tante responsabilità in materia di violenza di genere. 

E se fino a qualche tempo fa avrei risposto con uno stupefatto “Io? Io non ho mai fatto male a nessuno, la violenza non mi appartiene” da un po’ di tempo a questa parte ho capito che tirarsi fuori non mi basta, sentirsi assolto (per citare una famosa canzone di De Andrè) è un’ottima scusa per non fare nulla. E invece vorrei fare qualcosa.

Credo che la nostra scuola, con le tante attività che promuove e con le innumerevoli figure professionali che la popolano, sia diventata in questi anni un meraviglioso laboratorio per promuovere una riflessione profonda su questo tema. 

Con queste mie considerazioni e con i suggerimenti bibliografici che seguono vorrei provare a ricambiare tutto quello che in questi anni ho appreso (in termini di accoglienza, equità, inclusione, ascolto) da molte colleghe e molti colleghi. 

I quattro libri che ho portato oggi in classe sono una selezione assolutamente personale, parziale e incompleta, ma sono (come sempre) un punto di partenza.

Lundy Bancroft, Uomini che maltrattano le donne, Vallardi Editore.

Mi è stato consigliato da mia moglie, lo sto leggendo in queste ore, credo che per chiunque sia una lettura fondamentale per orientarsi nel mondo della violenza di genere. L’autore si rivolge alle donne ed ha un impatto didattico notevole, lo consiglierò soprattutto ai miei studenti (secondo il recente principio che noi tutti genitori non dovremmo proteggere le nostre figlie, ma educare i nostri figli).

Lorenzo Gasparrini, Filosofia: maschile singolare, Tlon Editore.

La sottorappresentazione di genere (nel linguaggio, nella cultura, nelle indicazioni nazionali, sui nostri libri di testo, nelle nostre lezioni quotidiane) è una forma di violenza non fisica e credo che sia giusto parlarne in una scuola. Il libro si sofferma sulla filosofia, ma sono sicuro che il tema può essere esteso a tutte le nostre materie. Basta soffermarsi ad ascoltare un colloquio ESC qualunque, culmine di cinque anni di insegnamento, per provare a valutare la percentuale di figure femminili che i nostri studenti e le nostre studenti conoscono. Io credo che su questo punto ci sia tanto spazio di manovra e sarebbe bello che in una scuola aperta come la nostra si aprisse un dibattito.

Bell Hooks, Tutto sull’amore, Il Saggiatore.

È un libro storico e come tutti i libri di Bell Hooks si legge tutto d’un fiato, si chiude il libro e si apre il mondo. “Amare significa costruire” c’è scritto sulla quarta di copertina. E in questi anni io credo che il Marinelli abbia costruito un suo modo di amare che rende il nostro mestiere quotidiano (con tutte le difficoltà e contraddizioni che conosciamo bene) un veicolo didattico potentissimo.

Chimamanda Ngozi Adichie, Dovremmo essere tutti femministi, Einaudi Editore.

Il maschile inclusivo del titolo è voluto, un libretto davvero piccolo e grande allo stesso tempo. “Ecco da dove cominciare: dobbiamo cambiare quello che insegniamo alle nostre figlie. Dobbiamo cambiare anche quello che insegniamo ai nostri figli”. E credo che questo messaggio possa applicarsi alle figlie e ai figli in prestito che curiamo ogni mattina.

Grazie dell’attenzione.

Riccardo Giannitrapani