Tra i sentieri di Cima Monte San Michele, le strade di San Martino del Carso e i quadri della mostra “Ungaretti Poeta Soldato”, gli studenti delle classi 5L e 5D, nella giornata di venerdì 6 dicembre 2024, accompagnate dai docenti Andrea Francescut, Lucio Bergomas, Lorenzo Vale e Aniello Marano (referente organizzativo dell’iniziativa) e le classi 5N e 5I (che hanno svolto la stessa attività il giorno prima) accompagnati dai docenti Martina Brunetti, Francesca Ciccone e Marco Ivancich, hanno avuto l’opportunità di partecipare alle prime due uscite didattiche previste, nell’ambito del progetto “Camminate tra Storia e Natura”, e finalizzate alla riscoperta dei percorsi e dei luoghi della Grande Guerra.
L’iniziativa è stata supportata da due guide esperte del territorio che, nel centro abitato di San Martino del Carso, hanno prima mostrato, con l’uso di fotografie dell’epoca, come la Grande Guerra avesse modificato il paesaggio e le abitazioni, di cui un tempo si notavano solo macerie e, successivamente, ci hanno condotto verso le quattro cime del Monte San Michele, teatro di molteplici battaglie durante la Prima Guerra Mondiale, e dove ancora oggi si trovano trincee, camminamenti, e anche diversi monumenti spontanei sorti negli anni successivi ai combattimenti.
Per poter osservare meglio questi camminamenti, tra le trincee e i sentieri pietrosi, i gruppi classe si sono immersi nella natura carsica e, anche se il tempo trascorso ha inevitabilmente coperto le originali vie, gli studenti e le studentesse hanno avuto comunque la possibilità di sperimentare, con un breve passaggio, la camminata direttamente dentro un tratto di trincea.
Tra tutte queste testimonianze la più celebre è quella che sorge su Cima 3 del Monte, ove la targa incisa sulla roccia, posta verso i territori un tempo occupati dai nemici, recita testuali parole: “Su queste cime italiani e ungheresi combattendo da prodi si affratellarono nella morte”.
Come riportato, gli scontri avvennero tra soldati Italiani e Ungheresi, che vengono ancora oggi ricordati come fratelli, poiché la stessa morte colpì entrambi gli schieramenti, sul medesimo territorio non lontano dall’Isonzo e dalla sua foce nel Mar Adriatico.
Sulla stessa cima si pensa sia stato ispirato Ungaretti per la sua poesia intitolata “Cielo e mare” (m’illumino d’immenso…),
che originariamente presentava tre versi in più di quelli che ora sono presenti, suscitata probabilmente dalla vista del mare e del paesaggio che si staglia oltre l’altura, da cui si vede anche la città di Trieste, obiettivo dell’esercito italiano.
Dopo una mattinata di piacevoli camminate, l’escursione è proseguita con la visita al museo di Gorizia, per la mostra artistica su Ungaretti ispirata agli scenari già visti e al poeta, ma non prima però di un breve passaggio al Sacrario di Redipuglia, costruito per commemorare i caduti della Grande Guerra e che si erge su un’imponente scalinata distribuita sul pendio del colle, dove, all’interno dei gradoni, fatti con la pietra bianca del Carso, sono custodite circa centomila salme di caduti, i cui nomi sono riportati, con la parola “presente”, sugli stessi gradoni.
Il museo di Gorizia, oltre a due video che introducono alla storia del poeta soldato Ungaretti, che partecipò alla Prima Guerra Mondiale, quando scrisse le sue celebri poesie, ospita anche una collezione di quadri commissionati ad artisti contemporanei, ai quali erano state richieste una serie di opere che come tema centrale avessero il poeta Ungaretti e la Guerra combattuta nei nostri territori.
Tra i meravigliosi dipinti di Alessandro Papetti, gli scenari di guerra di Alessandro Verdi, di Francesco Stefanini e ai paesaggi naturali di Matteo Massagrande, ma non solo, studenti e professori hanno avuto la possibilità di osservare questo periodo attraverso una lente artistica, fatta di interpretazioni ed emozioni a colori.
Ed è così che le uscite sono giunte al termine concretizzandosi in una degna sintesi storico artistica che ha fatto da cornice all’iniziativa lasciando ai partecipanti un’ultima ventata emotiva e densi ricordi dei luoghi visitati.
Un ringraziamento particolare alla studentessa Siria Petrei di 5L che ha redatto il presente articolo.












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