Durante uno dei primi giorni di scuola, la classe 3D ha avuto l’opportunità di partecipare ad un incontro pubblico con Gino Cecchettin, il papà di Giulia, organizzato dall’ISIS “Malignani” presso l’auditorium dello “Zanon”. In una platea stracolma di studenti e docenti le parole del signor Cecchettin sono state accolte da un silenzio quasi assordante, colmo di rispetto e di ammirazione. “Ammirazione” sì, perché tutti i presenti hanno potuto apprezzare la forza d’animo e il coraggio che ha dimostrato nel parlare della vicenda della figlia, senza lasciarsi travolgere da emozioni negative e pericolose quali la rabbia o il senso di vendetta. Nella sua chiacchierata ha affrontato la tematica delle “relazioni tossiche”, contrapposte al vero significato dell’amore, e ha sottolineato quanto sia fondamentale parlare di “affettività” fin da bambini (non solo in famiglia, ma anche a scuola!) al fine di riuscire a comprendere l’importanza del “rispetto” per l’altro.
Qui di seguito alcune riflessioni che studenti e studentesse della 3D hanno voluto condividere.
“La cosa che mi ha colpito più di tutte è il fatto di avere Gino lì vicino, a qualche metro. L’uomo che prima di oggi avevo visto solo alla televisione e sui social era nella mia stessa stanza. Quindi se prima questa vicenda la vedevo “lontana” oggi la vedo come una cosa molto vicina. E soprattutto pensare che tutto quello che ho visto e sentito è successo a una ragazza che potrebbe essere mia sorella mi fa ancora più riflettere. Quella di oggi è stata un’esperienza molto bella ma allo stesso tempo forte che mi porterò dentro per molto tempo” (G.)
“L’incontro con il signor Cecchettin è stato davvero toccante. Mi hanno colpito principalmente due cose: la forza, la forza di andare avanti, la forza di avere il coraggio di raccontare la vita di Giulia con il sorriso e con felicità; l’assenza di odio nei confronti di Filippo, il che vuol dire che davanti a noi c’è stata una persona che ha saputo gestire la situazione con totale controllo e a testa alta” (E.)
“Il discorso che [Gino Cecchettin] ha fatto sull’amore e su come evitare che una relazione diventi tossica è stato molto chiaro ed è riuscito a trovare le parole giuste per far arrivare al pubblico il messaggio che l’amore non dovrebbe mai essere affiancato da parole come violenza o tossicità. È stata una grande opportunità poter assistere a questa conferenza e spero che un domani non ci sia più il bisogno di mostrare la sofferenza altrui per evitarne altra” (M.)
“…a casa voglio portarmi la consapevolezza che la forza non sta solo nel resistere, ma anche nell’accettare le cose, senza lasciare che il rancore ci consumi” (A.)
“È proprio il grande amore che [Gino] continua a nutrire per Giulia che lo ha fermato dal coltivare sentimenti rancorosi, frustrazione e rabbia incontrollata. Una frase che mi è rimasta impressa è: “La rabbia è come bere una boccetta di veleno e sperare che questa uccida chi ti ha causato dolore” (A.)
“Mi è rimasto impresso il fatto che [il signor Cecchettin] sia riuscito ad andare oltre al momento difficile e a superare il desiderio di vendetta per il bene dei suoi figli. Credo che parlare di Giulia con questa serenità e insegnare a noi ragazzi ad amare nel modo corretto, a rispettare ed essere rispettati e a non avere paura, sia un modo per tenere “viva” Giulia e per far sì che il suo assassinio non sia stato vano” (M.)
“Sono veramente grata che la mia scuola organizzi e ci faccia aderire a questi progetti, perché a differenza di chi pensa che siano solo per saltare qualche ora di lezione, io credo che facciano la differenza e facciano riflettere. Anzi io ne sono sicura, ne sono cosí certa perchè ho visto gli sguardi miei e dei miei compagni appena usciti dalla sala, pieni di compassione e vuoti di tristezza allo stesso tempo” (G.)
(con la collaborazione della prof.ssa Ilaria Menis)


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