Il “Marinelli” al Viaggio del Ricordo

Un itinerario educativo tra Basovizza, Gorizia e Nova Gorica, lungo il travagliato confine orientale

Una ventina di studenti e studentesse del nostro liceo hanno partecipato all’annuale Viaggio del Ricordo promosso, con l’aiuto di fondi regionali, dalla rete interscolastica “Diamo ali alla memoria” (con partner, oltre al “Marinelli”, il liceo “Copernico” e l’istituto tecnico “Marinoni”). Focus del progetto, guidato dagli esperti dell’associazione goriziana “Quarantasettezeroquattro”, le travagliate vicende del confine orientale, a partire dai nazionalismi di fine Ottocento che hanno minato la coesione dell’impero austro-ungarico, fino alla caduta degli ultimi muri che hanno tenuto divisa Gorizia da se stessa. Passando per la prima guerra mondiale, per la tragedia dell’occupazione fascista della Jugoslavia, per le foibe, per l’esodo istriano-giuliano-dalmata e per la rigidità ideologica del confine come linea della “cortina di ferro”.

Il percorso ha avuto inizio qualche giorno prima del Viaggio, con un incontro di formazione guidato dal dott. Štefan Čok, storico appartenente alla minoranza di lingua slovena, che ha introdotto e inquadrato i temi del progetto.

Il Viaggio, poi, si è aperto con la visita al monumento ai fucilati di Basovizza, sul Carso triestino, teatro dell’esecuzione di alcuni presunti “terroristi” sloveni condannati a morte dal famigerato Tribunale Speciale durante il ventennio fascista. Il luogo, molto suggestivo, si trova a poche centinaia di metri dal monumento nazionale della foiba di Basovizza, altro memoriale simbolo di una tragedia da sempre oggetto di contrapposizioni ideologiche.

Traferitosi in tarda mattinata a Gorizia, il gruppo, formato da 53 studenti e cinque insegnanti accompagnatori, dopo un rapido passaggio dalla Galleria Bombi, diventata audace installazione visiva nei mesi di Gorizia-Nova Gorica capitale europea della cultura 2025, ha partecipato ad una performance audioguidata – dal titolo “Orfana la mia città” – dedicata alla storia della città e del suo confine (dal Teatro “Verdi” a piazza Transalpina). I partecipanti, indossate le cuffie con voce-guida, hanno potuto apprezzare le tante variabili e i tanti volti del capoluogo isontino: le memorie presenti e quelle rimosse, le tracce e le ferite del passato, e la volontà di costruire un futuro su basi differenti.

In piazza Transalpina, efficace simbolo della divisione della città perché il confine italo-sloveno la taglia proprio a metà, il gruppo ha visitato il nuovissimo museo interattivo EPIC, poco al di là del confine, inoltrandosi poi in direzione del centro di Nova Gorica. Dove, in una sala riservata dell’Xcentre, un confronto finale tra tutti i partecipanti, guidato dal prof. Alessandro Cattunar di “Quarantasettezeroquattro”, ha consentito di fare sintesi e metabolizzare i tanti contenuti e stimoli offerti dal Viaggio. Una giornata dentro la storia, a cavallo di un confine che non smette di sollecitare e interrogare.

(a cura del prof. Luca De Clara)

Štefan Čok al monumento ai fucilati sloveni di Basovizza

Un istante di silenzio davanti al monumento che ricorda i quattro condannati a morte

Al monumento nazionale della Foiba di Basovizza

In Galleria Bombi a Gorizia

La passeggiata audioguidata “Orfana la mia città” fa sosta nei pressi del valico del San Gabriele

Dentro l’EPIC, il museo transfrontaliero sul confine

Davanti alla stazione della Transalpina, sul mosaico di confine

All’XCentre: il debriefing conclusivo del Viaggio