“Dal 19 al 23 febbraio dieci studenti del Triennio della nostra scuola hanno avuto l’opportunità di partecipare al Viaggio della Memoria organizzato appositamente dall’associazione Quarantasettezeroquattro di Gorizia per la rete interscolastica “Diamo ali alla memoria” di cui il “Marinelli” è capofila. Il viaggio, che prevedeva come mete Berlino e Sachsenhausen, aveva come obiettivo la formazione e la sensibilizzazione di noi studenti sul tema della Shoah.
Il nostro percorso, l’addentrarci attivamente e consapevolmente all’interno delle complicate vicende che hanno caratterizzato il periodo storico che va dall’avvento del nazismo in Germania fino alla fine della seconda guerra mondiale, ha preso avvio molto prima della partenza, con delle interessanti lezioni di formazione tenute dal prof. Alessandro Cattunar, condivise con gli altri partecipanti al viaggio, studenti e studentesse del “Copernico” e del “Marinoni”. Il formatore ha trattato i temi cardine del nostro viaggio come l’ideologia nazista, la questione ebraica, la persecuzione dei diritti e la complessità della memoria, fornendoci strumenti fondamentali per comprendere e prendere coscienza storicamente e non solo degli avvenimenti che hanno caratterizzato il periodo storico in questione.
Dopo questa preparazione impattante e molto coinvolgente abbiamo così trascorso tre giorni effettivi a Berlino, che con una neve trasparente e tanta storia alle spalle ha accolto noi studenti, i professori (il prof. Del Forno per il gruppo del “Marinelli”) e gli accompagnatori.
Abbiamo avuto subito modo di visitare il museo della Resistenza Tedesca, ricordando attraverso la spiegazione e le parole di uno storico, coloro che hanno resistito, civilmente, culturalmente e militarmente e che, distinguendosi dagli indifferenti, hanno dato voce ai tanti ai quali era stata soffocata dal partito Nazionalsocialista.
Particolarmente significativa è stata poi la visita guidata al museo Ebraico di Berlino, un edificio progettato dall’architetto Libeskind contenente una collezione che racconta due millenni di storia degli ebrei in Germania. Il vero e proprio percorso che ci propone l’architetto parte nel sotterraneo, simbolo delle fondamenta storiche e drammatiche della vita ebraica in Germania, obbligando il visitatore a percorrere tre assi nefasti: dell’Esilio, dell’Olocausto e della Continuità, che porta all’effettivo museo. Un itinerario fisicamente spaesante e psicologicamente impegnativo che ci ha portato inevitabilmente a riflettere e a immaginare la travagliata esistenza di questo popolo. Istruttiva e completa la visita delle stanze contenenti la collezione storica e molto toccante e incisiva l’esperienza nel cosiddetto “vuoto della memoria” che mette a disagio e in tensione i visitatori nel calpestare le 10.000 facce in acciaio ammassate per terra, volti dei troppi morti e vittime che, sbattendo l’uno contro l’altro, emettono un frastuono agghiacciante, in ricordo di un dolore difficile da sopportare.
Parte integrante del nostro viaggio è stato il cammino lungo le strade berlinesi con Claudio Cassetti, la nostra guida locale, che ci ha accompagnato nei luoghi più significativi e caratteristici della capitale germanica. Tappe come la porta di Brandeburgo, Alexanderplatz, piazza Rosa Luxemburg, il vecchio ghetto ebraico e il Parlamento che raccontano così tanta storia, hanno donato una valenza davvero significativa e memorabile alla città di Berlino che rimarrà sicuramente impressa indelebilmente in noi studenti.
Durante le camminate, non irrilevante è stato il giro al Memoriale della Shoah, un imponente monumento di 2711 steli in calcestruzzo grigio, costruito in onore e ricordo delle vittime ebree, e non solo del Nazismo. Un luogo dove il dolore storico viene elaborato attraverso un’esperienza fisica e sensoriale, che mette a disagio e fa smarrire coloro che vi entrano, lasciando subentrare un senso di oppressione che abbiamo effettivamente provato.
Infine, l’ultima giornata, abbiamo potuto visitare la casa della conferenza di Wannsee e il campo di concentramento di Sachsenhausen con zone che comprendevano le baracche dei prigionieri, la zona Z e la fossa per le fucilazioni. Difficile esprimere a parole le sensazioni provate da noi studenti nei confronti delle atrocità e del processo di deumanizzazione che avveniva in luoghi del genere, ma non possiamo fare altro che ricordare e ricordare ciò che non dovrà mai essere dimenticato.
“Studiarlo sui banchi di scuola non è la stessa cosa”: un pensiero che ci ha accomunato durante e dopo questo Viaggio della memoria. Prendere consapevolezza e acquisire sensibilità nelle strade, teatro di avvenimenti, atrocità, resistenza e storia ha lasciato sicuramente e inevitabilmente un segno nella nostra formazione come studenti, ma soprattutto come esseri umani.”
(a cura di Clara Zironda 3N)


Il museo ebraico

Il Memoriale della Shoah

Il palazzo del Reichstag

Alexanderplatz


Il campo di Sachsenhausen

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