L’intelligenza artificiale tra tecnologia ed etica

Il “Marinelli” ha ospitato un importante convegno filosofico

Sabato 6 dicembre si è tenuto, nell’Aula Magna del nostro Liceo, un convegno di filosofia intitolato “L’intelligenza artificiale tra tecnologia ed etica. L’impatto sulle nuove generazioni”, un incontro proposto dalla Società Filosofica Italiana sez. Friuli Venezia Giulia agli studenti del Marinelli e a tutti i docenti interessati. L’evento si è svolto nell’arco dell’intera mattinata e ha avuto quale oggetto di dibattito il ruolo che l’intelligenza artificiale ha ottenuto recentemente e quello che probabilmente ricoprirà nel futuro.

I relatori del convegno sono stati i professori Andrea Brunello, Gabriele Giacomini e Floriana Ferro; ciascuno di loro ha considerato l’argomento sotto prospettive diverse, presentando riflessioni con tagli personali e contributi provenienti dalle discipline oggetto dei propri studi. Tutti sono risultati utili per la comprensione di un tema complesso quale quello trattato.

Il primo relatore è stato il prof. Andrea Brunello, ricercatore ed insegnante di Digital Media e beni culturali al DIUM dell’Università degli Studi di Udine. Egli ha proposto un’illuminante spiegazione riguardo il funzionamento dell’intelligenza artificiale generativa. Spiegando prima il funzionamento delle reti neurali e collegando queste alle funzionalità dei Large Language Model (LLM), il professor Brunello è riuscito a veicolare perfettamente i meccanismi che sono dietro a macchine tanto affascinanti quanto sconosciute come i chatbot di IA generativa. Grazie alla sua spiegazione, è emerso come una macchina che sembra possedere le nostre stesse capacità mentali sia in realtà un algoritmo che costruisce risposte basate su probabilità. Esso è anche in costante evoluzione e ciò comporta sia vantaggi sia rischi: da un lato, tramite la specializzazione degli LLM, il chatbot è in grado di adattarsi alle nostre convenzioni sociali e fornire quelle risposte a noi più gradite, mentre dall’altro esiste il rischio che assimili dati sensibili inconsciamente forniti da chi lo utilizza, sul cui uso successivo permane un che di misterioso e forse anche un po’ inquietante.

Il secondo docente intervenuto è stato il professore Gabriele Giacomini, ricercatore presso l’Università degli Studi di Udine. Egli ha proposto una riflessione sull’intelligenza artificiale riguardante la sfera socio-economico e politica della nostra realtà, mettendo in luce come la presenza di essa possa avere effetti principalmente negativi sul lavoro creativo, portando come esempio lo sciopero della Writers Guild of America (WGA) del 2023, guidato dal sindacato degli sceneggiatori americani contro l’AMPTP (produttori), i quali speravano infatti di poter utilizzare massicciamente sceneggiature già esistenti per “allenare” le IA generative focalizzate sulla scrittura. Il professor Giacomini ha anche dimostrato come la presenza delle stesse IA generative possa in effetti mettere a rischio un ampio ventaglio di professioni, anche se apparentemente ciò potrebbe non sembrare possibile. Si è considerato anche l’utilizzo di tecnologia IA in campo politico-militare, estesa soprattutto al settore bellico, in riferimento a “macchine sempre più intelligenti” come i droni da combattimento e attacco del nemico, rispetto ai quali è importante e doveroso sollevare un dubbio etico, che si pone tra la “necessità” di vincere un conflitto e il rischio reale di nuocere pesantemente ai civili.

È poi intervenuta la professoressa Floriana Ferro, ricercatrice e docente presso l’Università degli Studi di Trieste e di Venezia. Ha proposto un’affascinante spiegazione riguardo il concetto filosofico di “mente estesa” e della seguente “realtà estesa”, relazionando entrambe all’uso dell’intelligenza artificiale generativa attraverso processi definiti di “ibridazione”.  Facendo riferimento ad esempi concreti, come immagini prodotte da lei stessa tramite strumenti generativi, la docente ha introdotto il concetto di “esternalizzazione” del soggetto nei confronti dell’oggetto; attività anche più accessibile e vivida rispetto a quella sostenuta dall’immaginazione umana che, tramite l’IA generativa, può avvenire fornendo semplici spunti. Al termine della sua riflessione, la docente ha sottolineato come l’utilizzo di questi strumenti possa avvenire in modo costruttivo solamente se il soggetto sia posto nella condizione di vivere le sue esperienze in un contesto in cui siano salvaguardati il pensiero critico e l’intenzionalità, al fine di generare occasioni grazie alle quali gli strumenti generativi possano amplificare le capacità umane, anziché inibirle.

A conclusione degli interventi vi è stato un dibattito tra i partecipanti al convegno e i relatori, incentrato principalmente sui temi dell’etica e sui principi morali che sembrano venire meno quando si tratta dell’utilizzo dell’IA, specialmente se generativa. I docenti relatori e altri presenti hanno colto infatti l’occasione per esprimere le proprie opinioni soprattutto riguardo alla supposta “umanità” di una macchina, soffermandosi sul concetto di “intenzione”; questione ancora aperta che divide il mondo della ricerca tra chi sostiene la presenza di forme di “IA debole” e chi invece ipotizza la creazione di forme di “IA forte” ovvero macchine davvero in grado di pensare in modo autonomo e di sviluppare forme di autentica creatività.

L’incontro si è sviluppato grazie a diversi commenti finali dei presenti; ha concluso la professoressa Angela Schinella del Dipartimento di Filosofia del nostro Istituto, organizzatore dell’evento in collaborazione con la SFI FVG.

In sintesi, il convegno si è rivelato uno stimolante approfondimento su tematiche che stanno già toccando da vicino le vite di ognuno di noi, anche se spesso inconsapevolmente; ha aperto questioni importanti offrendo ai presenti la possibilità di sviluppare un maggior senso critico proprio grazie alla consapevolezza e alle nuove informazioni che via via sono emerse nel corso della mattinata.

 

(a cura di Marianna Canfora – 5H)