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Volevamo solo gettare un ponte, abbiamo scoperto un mondo

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È pubblicato  A cercar nidi. Storie di “Minori discoli” 1914-1920 dalle carte dell’Archivio di Stato di Udine.  45 studenti, 3 anni di ricerca, 480 pagine a colori con tante foto inedite, 27 storie con saggi introduttivi e schede di approfondimento, a cura di Marcella Zampieri e con la collaborazione di esperti (tra cui Angelo Floramo e Roberto Feruglio) e l’importante sostegno del territorio (patrocini e sponsor).

La presentazione ufficiale è prevista per il 25 giugno, verso le 19 nel giardino del Liceo (in condizioni di massima sicurezza).

“Minori discoli” è l’espressione ufficiale con cui la giustizia italiana definiva i bambini e ragazzi al di sotto dei ventuno anni considerati “irrecuperabili” cioè gli indisciplinati, i ribelli, gli impenitenti, colpevoli di furti e comportamenti immorali. Sono le piccole vittime della povertà e della miseria che hanno segnato Friuli negli anni della guerra.

Abbiamo bussato alla porta dell’Archivio di Stato, abbiamo aperto per primi i faldoni, scoperto i fascicoli dei discoli che “ci hanno chiesto di parlare di loro”, di riportare alla memoria le loro storie di fatica e di riscatto. Abbiamo conosciuto Guglielmo che “appartiene alla musica”, Pia che “partorì bambina morta macerata per sifilide”, Giuseppina “ritratta in costume adamitico dal capitano Morandi”, Iolanda “tanto pestata sotto i piedi”, Nicola, “il gobbetto che chiede la carità davanti alle Grazie”e tanti altri, tra cui Gioconda Modotti, ragazza madre, sorella della famosissima Tina, discola nel 1915 e il piccolo Tulio, anche lui discolo nel 1929.

Il passato riscoperto direttamente dalle fonti ha un altro sapore, lo studente libero di indagare ha un altro entusiasmo. Gli studenti hanno decifrato le carte. Quelle delle autorità sono impeccabili, talvolta severe, talvolta più comprensive, quelle dei piccoli e delle famiglie sono invece accorate, testimoniano rabbia e rimorso, promesse e speranze. Tutte insieme, intrecciate e complementari, sono capaci di illuminare una piccola porzione di quella grande oscurità che gli uomini chiamano passato.

La pubblicazione è sponsorizzata e patrocinata  dai maggiori enti del territorio, tra cui il MiBAC, l’Archivio di Stato di Udine, il Consiglio Regionale FVG, la Fondazione Friuli, il Comune di Udine, Confcooperative FVG, l’Ordine degli Avvocati di Udine, Civibank, il Comitato Tina Modotti, i Civici Musei.

È disponibile con contributo nelle librerie Tarantola, Moderna, Friuli che generosamente offrono gli spazi per renderlo disponibile al pubblico. Anche a scuola è possibile trovarlo: 

scrivere  a marcella.zampieri@liceomarinelli.edu.it

 

 

Destinatari: 
Docenti
Famiglie
Personale ATA
Studenti