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Viaggio della Memoria 2022: le stragi nazifasciste in Italia

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viaggio nella memoria con il professor De Clara liceo Marinelli

Dino Burelli uno studente di medicina al servizio della Resistenza, nel 1944, dopo essere stato incarcerato, è stato deportato in un campo di lavoro a Buchenwald. Attraverso un video ci racconta la sua storia: il viaggio, l’arrivo al campo, la quarantena, lo smistamento e la sua permanenza. Abbiamo visionato questo documentario in corriera mentre ci stavamo dirigendo verso la prima tappa del Viaggio della Memoria. Mi ha colpito molto vedere il suo viso mentre raccontava e la presenza del figlio sul pullman con noi ci ha permesso di avere una sorta di connessione diretta che mi ha molto commossa. Ci è stato spiegato come lui abbia iniziato a raccontare la sua storia quando c’è stato un uso scorretto della parola “libertà”: spesso la si usa a sproposito ma questo viaggio mi ha insegnato che non avere libertà è ben altro rispetto a quello che intendiamo noi.

A Dino nel campo era stato assegnato un triangolo rosso, simbolo dei deportati politici. Questo triangolo è diventato il simbolo dell’ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati) che ogni anno organizza il Viaggio della Memoria a cui partecipano anche molti studenti. Quest’anno eravamo circa in ottanta, provenienti da varie scuole del Friuli Venezia Giulia: il nostro Liceo Scientifico G. Marinelli, l’Educandato Statale Collegio Uccellis, l’ITG G. Marinoni, il Liceo Scientifico N. Copernico, l’ISIS Paschini-Linussio di Tolmezzo e l’ISIS Manzini di San Daniele. Insieme a noi hanno viaggiato il presidente della sezione dell’ANED di Udine Marco Balestra ed alcuni associati, una consigliera comunale del comune di Tavagnacco, due giornalisti del Messaggero Veneto e una vigilessa della città di Udine.

Quello che abbiamo fatto è stato un viaggio, non una gita, che porta ad una crescita personale ed è occasione di riflessione. È stata la prima volta che quest’evento si è tenuto in Italia: solitamente le destinazioni si trovano in Germania e in Polonia. Abbiamo avuto l’opportunità di conoscere luoghi di stragi nazifasciste in Italia e storie di vite stroncate dalla guerra. 

La nostra prima tappa è stata la casa-museo dei sette fratelli Cervi, contadini con una grande passione per la conoscenza, la lettura e l’innovazione. Da sempre antifascisti, mettevano a disposizione la loro casa come rifugio per chi scappava dai campi di prigionia. Dopo il 25 luglio ‘43, credendo che il fascismo fosse definitivamente caduto, diedero una grande festa in piazza: resisi conto in realtà che la situazione non era tanto cambiata continuarono ad aiutare i partigiani. Queste azioni costarono loro la vita: infatti all’alba del 25 novembre 1943 il loro fienile venne incendiato, vennero arrestati e un mese dopo vennero tutti e sette fucilati al poligono di tiro di Reggio Emilia. Il padre, anche lui in carcere, venne a sapere della sorte dei figli più tardi, una volta uscito di galera. La madre, in seguito ad un secondo incendio appiccato alle loro proprietà, morì di crepacuore e il marito continuò a resistere lavorando la terra, nella convinzione che “dopo un raccolto ne viene un altro, bisogna andare avanti”. 

Ci siamo poi diretti a Fossoli (MO) dov’è situato un campo per prigionieri di guerra che col passare del tempo ha cambiato diverse volte funzione. Diventò un campo di transito utilizzato dalle SS, periodo in cui vi passò anche Primo Levi, che racconta la sua breve esperienza nelle prime pagine di “Se questo è un uomo”. Proseguì diventando un campo per gli indesiderabili, cioè i profughi stranieri. In seguito venne utilizzato per accogliere orfani dando vita a Nomadelfia; vi giunsero infine profughi giuliani e dalmati provenienti dall'Istria, restando attivo fino al 1970. 

A Sant’Anna di Stazzema (LU) il 12 agosto 1944 ha avuto luogo una delle principali stragi contro civili della seconda guerra mondiale in Italia. Abbiamo avuto l’opportunità di visitare il "Parco Nazionale della Pace" che ricorda le 560 vittime, la più piccola di nome Anna aveva appena 20 giorni di vita. I sopravvissuti hanno condiviso i loro ricordi che arrivano sino a noi anche grazie al Museo storico della Resistenza. L’eccidio di Sant’Anna è inoltre un esempio di come la giustizia sia stata applicata per eventi come questo: occultamento di prove (vedi la vicenda dell’Armadio della vergogna) e tempi estremamente dilatati (basti pensare che il processo si è concluso per i tre imputati principali solamente nel 2005). 

L’ultima tappa del nostro viaggio è stata Marzabotto (BO), luogo dell’ennesima strage nazifascista. Furono qui uccisi moltissimi civili tra cui il sacerdote don Ubaldo Marchioni. Partendo da lì i nazisti setacciarono ogni frazione, località e casolare che incontravano. Le testimonianze dei superstiti ci fanno comprendere la cattiveria e le assurde atrocità compiute nei confronti di chiunque capitasse davanti ai loro occhi, senza pietà.

Nella serata di condivisione – quando le varie delegazioni scolastiche hanno avuto la possibilità di confrontarsi su quanto avevano vissuto – è stato possibile apprendere come per tutti l’esperienza di questo Viaggio sia stata d’impatto: abbiamo ascoltato testimonianze di persone che hanno vissuto la tragedia della guerra, abbiamo camminato dove moltissime persone si sono accasciate senza vita, nei luoghi dove hanno smesso di respirare umani violati, torturati e uccisi senza pietà da altri umani. Quella che abbiamo vissuto è un’esperienza che consiglierei di intraprendere a chiunque, ti fa comprendere moltissime cose mostrandoti l’assurdità di tante violenze compiute nel passato. Si capisce come la classica frase “imparare dagli errori del passato per non commetterli di nuovo” sia vera. 

Per concludere ci tengo a ringraziare il professor De Clara che accompagnandoci ci ha concesso di vivere quest’esperienza unica, l’ANED che ripone grande fiducia e crede molto nei giovani, le mie compagne di viaggio (dal “Marinelli” siamo partite in dodici, tutte ragazze) perché la condivisione di pensieri, sentimenti ed emozioni è fondamentale in un percorso come questo.

 

Nicole Simionato 3N


 

Destinatari: 
Docenti
Famiglie
Studenti