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Un po' di "storia nei luoghi della storia"

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la storia nei luoghi della storia con il liceo Marinelli

Imparare a riconoscere i segni della storia nel territorio che ci circonda e acquisire gradualmente un senso inclusivo di identità a partire dal paesaggio e dall’ambiente nel quale siamo immersi. Sono questi alcuni degli obiettivi perseguiti dal progetto pluriennale e interdisciplinare “La storia nei luoghi della storia”, messo in atto dai proff. De Clara e Feruglio (con l’approvazione dell’intero consiglio di classe) in 3E.

A causa delle restrizioni imposte dalle norme “pandemiche”, nel corso dell’anno scolastico 2021/22 si è riusciti ad organizzare una sola delle attività previste: il lavoro dedicato alla scoperta di alcune preziose testimonianze storiche della Udine medievale (“Udine nel basso medioevo: le rogge, le cinte murarie, le porte” il titolo dell’iniziativa).

Dopo la fase di preparazione svolta in classe, in laboratorio d’informatica e anche autonomamente “sul campo”, i vari gruppi di lavoro (autocostituiti dagli studenti e dalle studentesse sulla base delle sensibilità individuali) hanno animato un’uscita didattica a piedi lungo le strade della città durata una mattinata. I gruppi di ricerca storica, di documentazione geografica e fotografica, di organizzazione e informazione “turistica” e di approfondimento sulle fonti medievali hanno messo ciascuno le proprie competenze a disposizione dell’intera classe, sperimentando modalità innovative di apprendimento (seppur antiche nel tratto!) e integrando diversi orizzonti disciplinari (storia, geografia, latino, arte, scienze naturali etc.).

Il punto di avvio dell’escursione è stato il cortile del “Marinelli”, dove alcuni studenti e studentesse hanno illustrato sinteticamente i temi della ricerca, accogliendo anche un turista argentino (impersonato per l’occasione dal prof. Feruglio) al quale è stato illustrato in spagnolo il percorso di visita e sono state fornite due brochure informative multilingue elaborate dal gruppo “comunicazione”. Un gruppo ha anche esposto i risultati dell’analisi di alcune fonti storiche (provenienti dall'Archivio di Stato) riguardanti un processo sulla giurisdizione delle acque udinesi.

La classe poi si è incamminata verso Porta Villalta (a poche decine di metri dal nostro liceo) dove l’archeologo Massimo Lavarone, rappresentante della Società Friulana di Archeologia che gestisce il sito, ha illustrato la storia e l’evoluzione delle cinque cinte murarie udinesi, di come fungessero da difesa contro possibili invasioni, di come la torre sia stata ristrutturata, delle modificazioni che ha dovuto subire nei secoli (ad esempio con l’aggiunta del tetto, di due piani e della parete verso il centro città) e di come, grazie al determinante impegno del quartiere, sia stata salvata dalla distruzione.

Dopo l'incontro con l'archeologo la classe ha cominciato il tragitto, pensato dettagliatamente da uno dei gruppi di lavoro, verso Porta Aquileia. Durante il cammino gli studenti e le studentesse si sono imbattuti in alcuni tratti scoperti della Roggia di Udine, occasione per uno stop (nei pressi di Porta Torriani) per illustrare il percorso di uno dei due corsi d’acqua che almeno dal XII secolo attraversano la città. Da lì il gruppo si è diretto – dopo una breve pausa caffè-gelato-bagno – verso l’arco Bollani in piazza Libertà, verso Porta Manin e ha incrociato, in fondo a via della Prefettura, la Roggia di Palma.

Arrivati a Porta Aquileia, la 3E è stata accolta dall’architetto Roberto Raccanello, presidente del Consorzio di Salvaguardia dei Castelli Storici del Friuli Venezia Giulia, che ha illustrato dettagliatamente la struttura della Porta e, alla fine, ha accompagnato tutti ad esplorare la torre, concedendo anche il privilegio di percorrere il cammino di ronda che fuoriesce dall’edificio, a filo del muro medievale ancora esistente, sotto le cui arcate passa via Aquileia.

Infine la classe si è incamminata verso piazza Primo Maggio, prima radunandosi nei pressi del conservatorio “Tomadini” e poi all'entrata principale del liceo Stellini, dove il geometra Giovanni Baldissera del Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana, ha spiegato come avviene la manutenzione delle rogge e i rischi a essa inerenti, nonché le innovazioni tecnologiche utilizzate per disotturare le parti tombate, rispondendo anche a diverse domande degli studenti e delle studentesse.

L'uscita didattica si è conclusa con una discussione finale nei pressi della fontana di Giardin Grande per tracciare insieme un bilancio della giornata. Con un arrivederci alle future iniziative di scoperta che saranno promosse nel prossimo anno scolastico.

Di seguito alcune immagini dell'esperienza. Negli allegati alcuni dei materiali di cui si siamo serviti.

A cura del prof. Luca De Clara (con la collaborazione dello studente Edoardo Persiç)

 

Destinatari: 
Docenti
Personale ATA
Studenti