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Berlino tra ieri e domani

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Da lunedì 18 novembre a sabato 23 novembre la classe 5B si è recata a Berlino in gita d'istruzione, accompagnata dalla professoressa Tiziana Lizzi, docente di lingua inglese, e dal professor Mauro Croce, docente di disegno e storia dell'arte.

Appena usciti dall'aeroporto di Berlino Tegel, alla periferia meridionale della capitale, un cartellone accoglie i visitatori con un caloroso "Willkommen in Berlin", Benvenuti a Berlino; e si può dire che in questo semplice saluto è riassunta l'anima della città. Chiunque è il benvenuto a Berlino, senza alcuna discriminazione, e noi non ci siamo certo sentiti degli estranei.
Quinta città europea per popolazione con quasi quattro milioni di abitanti (che salgono a sei considerando l'intera area metropolitana), Berlino è stata senza dubbio il fulcro dell'epoca contemporanea e per questo una delle capitali più ricche di storia. Le cicatrici della guerra e del dopoguerra sono ancora evidenti, ma portate con orgoglio da una nazione che ha saputo rialzarsi più volte: e il Muro, ormai triste simbolo della città, è solo il più celebre degli sfregi che segnano la
capitale. I fori delle pallottole, Checkpoint Charlie, le rovine del memoriale al Kaiser Guglielmo ricordano ai cittadini e ai visitatori che in questa città si è fatta la storia del mondo.
Ma Berlino non è una città che vive nel passato. Presso la Berlinische Galerie abbiamo potuto ammirare una delle facce dell'innovazione Made in Germany, ovvero la mostra celebrativa per il centenario della Bauhaus, movimento artistico d'avanguardia che ha prodotto oggetti di design ancora oggi ammirati per la loro modernità; il Sony Center situato in Potsdamer Platz, poi, è uno dei più famosi complessi in stile high-tech d'Europa.
La meta più innovativa del nostro viaggio è stata però il Futurium, museo e punto d'incontro per il dialogo sul futuro e gli sviluppi delle tecnologie moderne: inaugurato solo pochi mesi fa, a settembre, è ricco di installazioni interattive che fanno riflettere sul nostro stile di vita, e in particolare sul rispetto per l'ambiente. Da questo punto di vista Berlino è incredibile: non solo per la costante presenza di piste ciclabili, ma anche per i numerosi servizi di bike-sharing ed e-scooter, ossia monopattini elettrici dall'uso estremamente intuitivo che hanno conquistato il cuore di alcuni di noi ragazzi (e non solo). I mezzi di trasporto "tradizionali", in particolare la metropolitana sotterranea e quella di superficie, sono estremamente efficienti e permettono spostamenti veloci sia all'interno del Ring che nelle zone più periferiche.
Nei sei giorni della nostra permanenza a Berlino, comunque, non abbiamo che scalfito la superficie della mole di attrazioni e punti di interesse. La visita alla Alte Nationalgalerie, galleria d'arte dedicata al romanticismo e all'impressionismo tedesco, ci ha permesso di vedere dal vivo alcuni dipinti studiati in classe, oltre che scoprire nuove opere di artisti già conosciuti, uno fra tutti Caspar David Friedrich; presso il Museum für Naturkunde, il museo di storia naturale (purtroppo momentaneamente chiuso ai piani superiori), ci siamo persi tra scheletri di dinosauri e ricostruzioni dell'origine dell'universo.
L'Hamburger Bahnhof, ex stazione ferroviaria tra le più antiche in Germania ora adibita a museo, ha colpito per i suoi grandi spazi candidi e le sue mostre temporanee di arte moderna, mentre dalla cupola del Reichstag (il Parlamento tedesco) abbiamo abbracciato l'intera città con uno sguardo, e la Porta di Brandeburgo ci ha fatto testimoni della grandezza del popolo tedesco. Eppure, non sono state queste le attrazioni che ci hanno scosso e fatto riflettere nelle nuvolose
giornate berlinesi. Segmenti di quel Muro che da un giorno all'altro hanno cambiato la storia della Germania sono disseminati nella capitale come costante monito a non ripetere gli errori passati; in alcuni tratti è stata conservata la terra di nessuno delimitata dai due muri, con l'onnipresente torretta di avvistamento, per mostrare la cieca e terribile efficienza di questa macchina della morte. Il memoriale per gli ebrei, con i suoi grigi blocchi squadrati, e quello meno conosciuto dedicato agli omosessuali emanano un'atmosfera di cupa consapevolezza che il passato non si può cambiare. Il futuro, però, è nelle nostre mani, e la vita va avanti, come la placida Sprea che scorre fino al mare...

A cura di Francesco Muzzarelli

Destinatari: 
Docenti
Famiglie
Studenti